Quasi tre anni per concretizzare nei minimi dettagli un contratto collettivo di lavoro (CCL) della vendita obbligatorio per il Canton Ticino. Superficialmente potrebbe sembrare il procedere di una lumaca ma, ve lo possiamo assicurare, è stato il tempo necessario per svolgere un lavoro immane e con diversi ostacoli formali da superare.
Il nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) annunciato da Valora, promette un miglioramento delle condizioni di lavoro e maggior attenzione rivolta alla formazione professionale. Purtroppo queste promesse non toccheranno che una minima parte degli impiegati dei chioschi poiché lavorano in strutture dette «agenzie indipendenti» senza avere una formazione nel campo della vendita.

Il referendum bocciato nel mese di febbraio 2017 aveva indicato il percorso per rispettare la volontà espressa dai ticinesi: elaborare un contratto collettivo (CCL) nel settore della vendita in tempi ristretti, farlo diventare di obbligatorietà generale e, a quel momento, mettere in vigore la nuova Legge sulle aperture dei negozi.

Sono fallite le trattative per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro (CCL) tra Syna e Valora. Al posto di continuare le trattative, Valora vorrebbe infatti concludere un CCL con un’associazione poco rappresentativa per il personale.