Un successo strepitoso lo sciopero delle donne in Ticino, come nel resto della Svizzera. Una marea gioiosa e risoluta che ha mobilitato 10 mila persone. Donne, uomini, giovani, anziani uniti nel rivendicare la piena uguaglianza.
Rispetto, libertà, parità, dignità, lotta contro ogni forma di discriminazione a tutti i livelli: questi i messaggi principali trasmessi da Piazza Governo, dove si prendono decisioni che impattano sulla vita delle donne.
 
Messaggi chiari e diretti anche per dire che indietro non si torna. Sul palco di Piazza Governo si sono alzate le voci di moltissime donne che hanno denunciato il sistema patriarcale che vuole le donne sottomesse, docili e rinunciatarie. Le donne hanno anche alzato la voce per quelle che sono costrette al silenzio!
 
Ma la marea viola, la marea di donne determinate e risolute è pronta a travolgere ogni forma di oppressione, di razzismo, di omofobia, di esclusione, di controllo del corpo delle donne.
 
E per questa marea è chiaro che il futuro sarà femminista ed ecologista.
Le donne vogliono un mondo in cui il rispetto è al centro. Rispetto del modo di vivere, rispetto del modo di pensare, rispetto del modo di amare. L’onda viola è solo all’inizio.
 
Dal palco sono intervenute:
 
Gülsüm Dermici (intervento di apertura); Linda Cima-Vairora (Associazione Armònia) ; Marina Carobbio, Prima cittadina Svizzera; Chiara Vancheri (SISA); Mixaris Gerosa (Unia); Angela Parisi (Syndicom); Davina Fitas (OCST Donna-lavoro, intervento nel box grigio); Michela Pedersini (VPOD); Francesca Giorzi (RSI – SSM); Marialuisa Parodi (Faftplus) - Agenda 54;Anita Testa-Mader (Avaeva); Gruppo Nekane; Io l’8; Tatiana Lurati (PS); Lisa Boscolo (GISO); Greta Gysin (I Verdi del Ticino); Angelica Forni (Partito Comunista).

L’intervento di Davina Fitas

Per OCST donna-lavoro lo sciopero ha una grande importanza: anche se alcuni progressi sono stati fatti, ci sono ancora troppe disparità! Le donne perdono in Svizzera ogni anno quasi 8 miliardi di franchi per la disparità salariale! Sono vittime di discriminazioni per la maternità, il lavoro di cura dei figli e dei parenti bisognosi non è riconosciuto e valorizzato ed è specialmente sulle loro spalle. Non esiste un congedo parentale o un congedo paternità! Tra gli anziani sono soprattutto le donne a soffrire la povertà. Tutto questo ci fa arrabbiare!
 
L’OCST, insieme alle organizzazioni che appartengono a Travail.Suisse, ha elaborato una serie di rivendicazioni a sostegno dello sciopero femminista di oggi:
 

vogliamo combattere concretamente la discriminazione salariale;

vogliamo che cessi la discriminazioni delle madri sul mercato del lavoro;

vogliamo condizioni quadro che permettano a uomini e donne di conciliare l’attività professionale e l’impegno di cura dei parenti bisognosi;

vogliamo che vengano prese misure di sostegno alla genitorialità;

vogliamo che le condizioni di lavoro e i nuovi modelli di lavoro siano rispettosi delle persone.

 
Una vera uguaglianza, vissuta allo stesso modo da donne e uomini, è una preoccupazione che ci riguarda tutte e tutti e nella quale dobbiamo impegnarci insieme!