Uno sfruttamento spregevole mascherato con un artifizio altrettanto rivoltante. L’OCST interviene e chiede sanzioni esemplari.

Un salario ignobile

Una ditta attiva nella commercializzazione di abbonamenti telefonici (opera per due note compagnie telefoniche attive sul mercato svizzero) versa al personale addetto ai contatti telefonici con la clientela un salario di 1'500 franchi al mese (per 12 mensilità) per un impiego di poco inferiore al tempo pieno: una retribuzione ignobile che manifesta una speculazione abietta.

Non occorre essere indovini per capire che la ditta abbia reclutato, sfruttato e lucrato sulle spalle di manodopera frontaliera. L’ubicazione a Chiasso non è d’altronde casuale.

Oltre allo sfruttamento anche l’inganno.

Per occultare questo trattamento, la ditta ha pensato bene di fare figurare un rapporto di lavoro a tempo nettamente parziale. Con questo sotterfugio ha messo in atto un tentato raggiro ai danni dell’ispettorato del lavoro, incaricato dei controlli. Essendo catalogata come call center, l’azienda avrebbe dovuto rispettare la retribuzione fissata dal contratto normale di lavoro di questa categoria (fr. 16,95 all’ora nel periodo di prova e fr. 19,50  successivamente). Nel caso concreto avrebbe dovuto corrispondere circa 1'000 franchi in più al mese. Dichiarando che il personale lavorava a tempo parziale, la ditta “ripuliva” sulla carta la sua infrazione e lo sfruttamento del personale.

L’intervento duplice dell’OCST

Venuta a conoscenza di questo abuso, l’OCST sta ora intervenendo in due direzioni. Da un lato, chiede l’immediato versamento degli arretrati salariali, ammontanti a numerose migliaia di franchi. Dall’altro, fornendo la documentazione in suo possesso all’ispettorato del lavoro, sollecita un interessamento urgente della magistratura. Si ravvisano infatti possibili infrazioni di portata penale quali lo sfruttamento dello stato di bisogno del dipendente e la presentazione di documenti che falsificano la realtà.

Un caso esemplare

Queste manovre devono potere essere sanzionate con severità affinché servano da monito a coloro che sono tentati da raggiri analoghi. I sospetti su un uso fraudolento del tempo parziale, in modo da occupare il dipendente a tempo pieno ma da versargli una retribuzione ridotta, tendono del resto a lievitare un po’ in tutti i settori. Va perciò colpito con vigore chi non esita a sfruttare in modo tanto indegno il bisogno di lavorare della manodopera.

 

Segretariato cantonale - M. Robbiani

 

Per informazioni di dettaglio rivolgersi a Giuliano Butti, OCST Mendrisio e Nenad Jovanovic, OCST Chiasso