JOB CONTACT: TEMPO DI PURGHE!!!Dopo il defenestramento del direttore Lojze Smole lo scorso 28 marzo 2014, è stata avviata all’interno degli uffici della Job Contact SA una “caccia alle streghe”...,

volta ad identificare chi ha provocato, aiutato e collaborato ad allestire il dossier di denuncia anonimo, consegnato da OCST alla Sezione del lavoro in data 3 aprile 2014. Un incarto trasmesso dallo stesso Ufficio cantonale in giornata alla Magistratura.

Il clima all’interno degli uffici in queste settimane è tutt’altro che sereno e molti collaboratori e collaboratrici tacciono temendo di perdere il proprio posto di lavoro. In questo contesto, non può sfuggire all’attenzione una prima dichiarazione del nuovo CEO signor Luciano Nessi: “Di principio respingiamo tutte le accuse, pensiamo si tratti di sviste, imprecisioni, errori involontari. Stiamo verificando. Se qualcuno ha violato la Legge saremo i primi a fucilarlo”.

In casa Job Contact SA si osserva l’adozione dei primi provvedimenti: la responsabile del Sottoceneri, stazionata a Chiasso, è stata licenziata con effetto immediato lo scorso venerdì 2 maggio 2014. Motivazioni? Nessuna, chiosata con un bel “prendi le tue cose e vattene”.

Una maldestra decisione, mal consigliata dagli avvocati della Job Contact SA, che colpisce frontalmente una collaboratrice esemplare: pur ascoltata dagli inquirenti per diverse ore, la stessa ha risposto puntualmente e serenamente a tutte le domande poste tanto da uscirne come “persona informata sui fatti”.

Ed è proprio questa deposizione che ha originato l’ingiusto licenziamento della responsabile del Sottoceneri. Solo poche parole scambiate con la neo Direttrice Cinzia Attanasio della Job Contact SA hanno convinto la Direzione a procedere - dopo solo 5 giorni - al licenziamento con effetto immediato, come per dire “hai collaborato? Sì, ho risposto a tutte le domande che mi sono state poste”. Il licenziamento abusivo sarà oggetto di una vertenza salariale civile presso la lodevole Pretura di Mendrisio condotta dall’OCST.

La strategia della Job Contact è evidente: addebitare a singoli collaboratori le gravi irregolarità commesse negli anni in base a scelte pianificate a tavolino dalla Direzione stessa.

OCST non intende in alcun modo assistere passivamente a questi atti di intimidazione, espressione di un tragico concetto secondo cui si debba “colpirne uno per educarne cento”. Il tutto nell’assoluto disprezzo della dignità e della professionalità dei collaboratori della Job Contact SA.

OCST diffida fermamente la Direzione di Job Contact nel continuare su questa via che, a non averne dubbi, non deve trovare domicilio nel Cantone Ticino.

OCST vicesegretario cantonale - Paolo Locatelli