L’azienda Trasfor SA di Molinazzo-Monteggio torna alla ribalta per dei sistematici tagli di personale. Come già accaduto a gennaio e a maggio, l’azienda del gruppo ABB ha proceduto, negli ultimi giorni di agosto, a formalizzare circa 25 licenziamenti tra lavoratori interinali e indeterminati. 

Interinali che a loro volta, avevano sostituito a minor costo altri lavoratori (si veda comunicato del 13 marzo). Questo nonostante il report del gruppo affermi che “nell’esercizio finanziario 2016 ABB ha registrato un notevole risultato grazie ad importanti acquisti sul mercato interno, in particolare, nel settore elettrico e ferroviario”. Anche questa “fase”, come già quelle precedenti, è stata effettuata senza coinvolgere i sindacati.

Ricordiamo che Trasfor, azienda produttrice di trasformatori destinati principalmente all’industria ferroviaria e navale, fa parte dell’associazione padronale Swissmem ed è sottoposta al Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria metalmeccanica.

Triste e preoccupante notare come quella che ormai sembra diventata una prassi per l’azienda avvenga regolarmente con tempistiche di qualche giorno superiori ai novanta giorni evitando così di “incappare” nelle norme previste per i licenziamenti collettivi.

Questa ennesima fase di licenziamenti conferma a malincuore i timori già espressi in passato da OCST. Occorre ora capire in che contesto vanno inseriti questi ulteriori tagli. Fanno ancora parte delle misure di ristrutturazione decise dalla casa madre ABB al momento dell’acquisizione? Oppure riguardano una ulteriore “ristrutturazione” con lo scopo di massimizzare ulteriormente i profitti? È allora opportuno ricordare che nel 2011, l’azienda fu acquisita per via del know-how di cui disponeva. Desta dunque perplessità il fatto che negli anni successivi la produzione di alcuni prodotti (media tensione), dove addirittura il margine di guadagno risulta maggiore, sia stata trasferita in paesi dell’est europeo. Mentre per quei prodotti (bassa tensione), più complessi, dove i margini di profitto risultano inferiori, non si è proceduto a delocalizzazioni. È questo un comportamento trasparente e coerente?

OCST segue con preoccupazione l’evolversi della situazione auspicando che sia fatta maggior chiarezza riguardo la situazione aziendale. Siamo per contro vicini e pronti a sostenere nella ricerca di un nuovo impiego le persone che sono state toccate dalla ristrutturazione.